| 8 Ottobre 2018|Editoria|Commenti disabilitati su Ecco “La Storia del Nomentano”, l’ultimo nato in casa Typimedia

L’ultimo prodotto editoriale di casa Typimedia è “La Storia del Nomentano, dalla preistoria ai giorni nostri”. Fa parte del progetto Community Book e si va ad aggiungere ai quattro volumi già pubblicati (Trieste-Salario, Montesacro, Prati e Ostia) che sono stati accolti dai lettori romani (e non solo) con grande entusiasmo. Giovedì 11 ottobre il volume verrà presentato per la prima volta alla Feltrinelli di Via XXI Aprile 87, a Roma. Interverranno la storica dell’arte Martina Gatti, il giornalista Pietro Veronese e l’editore Luigi Carletti.

Il Nomentano è il quinto quartiere di Roma: nato nel 1911 ed inserito nel Municipio II, è oggi un vero gioiello a livello architettonico capace di coniugare arte, cultura e tempo libero. Nel nostro volume il viaggio attraverso il quartiere parte dalla preistoria, cioè da quando le strade erano attraversate da Mammut e uomini preistorici, come l’Uomo di Saccopastore. Da Porta Collina, l’antica porta da cui partiva in origine la Nomentana, entrarono i Galli nel 390 a.C. attuando il primo sacco nella storia di Roma. Sulla Nomentana si accampò Annibale e lungo questa strada fuggì Nerone, la notte in cui si uccise. Nel Medioevo Ponte Nomentano fu, secondo la tradizione, il luogo in cui Carlo Magno incontrò il Papa.

Il Nomentano, fino agli anni ’20 definito come quartiere Italia, può essere considerato un proseguimento del confinante Trieste-Salario di cui Typimedia si è già occupata in uno dei volumi precedenti (“La Storia del Trieste-Salario”, pagg. 200, euro 12,90). Oggi è il quartiere delle grandi ville signorili come Villa Torlonia, Villa Blanc, sede dell’attuale Luiss Business School e Villa Mirafiori, acquistata dal re Vittorio Emanuele II per una delle sue amanti, e di quelle scomparse come Villa Patrizi, dei villini liberty ma anche di piazza Bologna, dei grandi palazzi Federici, del Policlinico e della vita universitaria. Sempre in questa zona c’è stato l’arresto di Mussolini che a Villa Torlonia aveva il suo bunker. Un quartiere vivace a livello culturale, in cui hanno vissuto anche Ettore Ximenes, Luigi Pirandello e Grazia Deledda e in cui il cinema italiano del dopoguerra ha ambientato diversi film.

di Typimedia