| 19 Maggio 2017|Web|Commenti disabilitati su NON ESISTONO SITI BELLI O SITI BRUTTI
MA SOLO SITI UTILI A UNA STRATEGIA

 

Mi capita spesso di sentirmi chiedere se un certo sito è bello oppure brutto. In quei casi mi sento un po’ come lo specchio della matrigna di Biancaneve e mi chiedo: e adesso che rispondo? Che il sito è bello ma nel reame ce n’è uno ancora più bello? Probabilmente l’ironia fiabesca non sarebbe molto apprezzata dall’interlocutore.

Il fatto è che non esistono siti belli e siti brutti, ma piuttosto siti più o meno funzionali a una determinata strategia. E “strategia” è per l’appunto la parola-chiave, quella che molti dimenticano quando si imbarcano in progetti più o meno impegnativi e non si chiedono: quale mestiere deve fare quello che sto costruendo? A che cosa serve? A chi deve parlare? E, soprattutto, quali risultati deve ottenere?

E’ per questo che – personalmente – nei confronti dei siti che mi vengono sottoposti non ho mai pregiudizi ma neanche linee di credito in bianco. Ogni strumento multimediale (quindi vale per tutti i tools di comunicazione) dovrebbe rispondere a logiche di efficacia e di utilità, fosse anche la semplice necessità di fornire suggestioni visive e brividi emozionali a chi li naviga. Accade però che talvolta, chi progetta un sito, ragioni soprattutto in base a una propria ragione estetica che lo porta a scelte davvero poco attinenti alla usability, all’efficienza e alla chiarezza.

Insomma, basterebbe mettersi nei panni dell’utente a cui quel sito è destinato: un criterio vecchio quando il mondo, che sembra così semplice, e che la tecnologia potrebbe aiutarci a realizzare sempre meglio ma che invece spesso si carica di inutili complicazioni. Ecco, in quel caso possiamo parlare di siti brutti. Brutti perché non funzionano.

 

 

di Luigi Carletti - Presidente Typimedia